Corsi di Kung Fu, Tai Chi Chuan e Wing Chun - Camponogara - Dolo - Vigonza - Venezia - Padova - Scuola di Arti Marziali Quan Cong

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Aggiornato al 11 marzo 2020

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Il Tao e i 5 elementi: Fuoco 火, Terra 土, Metallo 金, Acqua 水, Albero 木

Ogni elemento è figlio del precede e madre di quello successivo.
Le loro interazioni spiegano sia il cambiamento che la stabilità, entrambi essenziali per la vita.

Lo stemma della scuola Quancong: Il Tao e i 5 Elementi

Le Arti Marziali orientali, in particolare quelle di derivazione cinese, trovano il loro fondamento filosofico nel buddhismo, per la ricerca dell’essenza spirituale umana e del distacco dalla dimensione terrena; nel confucianesimo, per la propensione all’autodisciplina e alla gerarchia fondata sul sapere; e nel taoismo, nel principio dello Yin e dello Yang governato dal Tao, “legge universale della natura”, che gli è insito, per la capacità di comprendere i processi e i mutamenti naturali.

Nel sistema di condotta marziale, il cammino della ricerca è dato in parte dalla meditazione e dalla concentrazione sul proprio Essere, ma anche dal seguire il fluire delle cose, il loro perire, i cambiamenti che stanno alla base di ogni processo creativo.

La meta consiste nel partecipare all’infinito mutamento dell’esistente ed essere in perfetta armonia con esso; nel praticante marziale ogni lato del proprio comportamento, ogni momento dell’agire umano, deve essere teso verso questo obbiettivo.

Il termine Tao letteralmente significa la “Via” o il “Sentiero”, si pronuncia “Dao”, ed è uno dei concetti fondamentali della tradizione culturale, filosofica e religiosa, cinese. Il Tao è l’eterna e imprescindibile forza che permea di sé l’universo, il principio originario dal quale ha origine la vita in tutte le sue molteplici forme e aspetti.

Il Tao non si può descrivere, ma la sua essenza è presente in tutte le cose, è il principio che costituisce l’origine. Esso è indicibile, ineffabile e indeterminato, è un’astrazione metafisica che indica la legge universale della natura, è il motore dell’universo, che promana tutta la realtà.

Dal Tao discendono lo Yin e lo Yang, la coppia di principi, opposti, ma tra loro complementari, ai quali il taoismo dunque non attribuisce il significato morale di positivo e negativo.

Il Tao, per mezzo di questi due suoi principi dinamici fondamentali, mantiene l’ordine naturale delle cose e consente all’incessante processo di trasformazione dell’universo di realizzarsi.

Yang, ovvero il polo positivo della coppia di opposti, è connesso alla mascolinità, al movimento, al calore e alla luce; Yin, il principio negativo, è collegato alla femminilità, alla passività, al freddo e all’oscurità. Le forze Yin e Yang lottano continuamente tra di loro per prevalere l’una sull’altra, ma il principio a loro superiore, il Tao, interviene continuamente per riequilibrarle e armonizzarle.

I Cinque Elementi

Il processo di creazione del cosmo è pensato come un progressivo differenziarsi dei fenomeni a partire da una totalità originaria; cinque sono i movimenti elementari della vita: Acqua, Fuoco, Terra, Legno e Metallo. Tutto ciò presuppone l’esistenza di una forza cosmica, che impregna di sé l’universo: il Chi.

Tra i cinque elementi esiste un rapporto di reciproca creazione e distruzione: l’acqua produce il legno, il legno il fuoco, il fuoco la terra, la terra il metallo, il metallo l’acqua. Al contrario: l’acqua si oppone al fuoco, il fuoco al metallo, il metallo al legno, il legno alla terra e, infine, la terra all’acqua.

Questo ciclo di trasformazione dell’energia rappresenta uno degli elementi fondamentali della medicina cinese tradizionale.

Si può immaginare un flusso continuo di energia che passa da una fase di contrazione estrema ad una di massima espansione, e seguirne le trasformazioni principali che essa incontra su questo percorso. Il ciclo può essere studiato iniziando da una qualsiasi fase.

Iniziando dalla fase dell'acqua

La fase di Acqua rappresenta l’energia che fluttua e scorre, riequilibrandosi in continuazione, mantenendo una sua via pur adattandosi all’ambiente che la circonda. È una fase energetica che, ad un’analisi superficiale, non sembra molto attiva, ma che in realtà conserva in sé la forza sotto forma potenziale, pronta ad essere utilizzata quando necessario.

La fase di Albero (talvolta denominata Legno) è immediatamente seguente a quella di acqua, e ne rappresenta la naturale evoluzione verso l’espansione. Si tratta di energia che sale e si espande, proprio come un albero che cresce ed espande i suoi rami e foglie, e che compie quest’operazione in modo organizzato, in funzione della propria via inpiduale di crescita e sviluppo.

La fase seguente è quella di Fuoco, che rappresenta l’energia nella sua fase di massima attività, in movimento di circolazione, superficiale e veloce, di vibrazione e rapida pulsazione.

La Terra che segue il fuoco, rappresenta l’energia che ricomincia a scendere, che si condensa e deposita, mentre il metallo è la fase nella quale l’energia si concentra al massimo. Giunta al massimo della concentrazione, essa ricomincia a sciogliersi ed attivarsi, trasformandosi nella fase di Acqua.

È una pulsazione yin-yang, scomposta in cinque fasi. In questo processo, si manifesta una polarità tra materia ed energia, tra struttura e funzione. Più l’energia cresce, si attiva e si superficializza, più la struttura diventa meno compatta e densa. Al contrario quando l’energia rallenta, la struttura si ricompatta ed addensa.

Questo modello può essere utilizzato per illustrare infiniti processi naturali. Metallo può essere il seme di una pianta, ed Acqua il germoglio. L’energia di Albero è espressa dalla pianta che cresce e si espande verso l’alto, mentre il Fuoco è il fiore che si apre ed emette il suo profumo, che si diffonde nell’ambiente. La Terra è il frutto, che racchiude al suo interno il seme, Metallo, pronto a ricominciare il ciclo.

Oppure, tutto ciò può essere applicato al ciclo di una giornata, di un mese lunare o di un anno solare, alla vita di una persona, e così via a tutto ciò che manifesta un andamento ciclico.

Le fasi energetiche possono essere viste come temporalmente susseguenti l’una all’altra, quando si considera lo svolgimento della trasformazione yin-yang. Tuttavia, sotto altri punti di vista, le si può anche considerare contemporaneamente presenti in uno stesso fenomeno.

Esse fanno parte di un unico ciclo, e non sono forze tra loro indipendenti. Da questo fatto deriva che la loro relazione ha un aspetto duplice, nel senso che è sia sequenziale (una fase fa seguito all’altra, ed intrattiene con essa uno specifico rapporto) sia di contemporaneo equilibrio (una fase equilibra l’altra in un momento dato). Ogni fase energetica tende a trasmettere energia a quella immediatamente seguente, mentre inibisce, o controlla, la fase ancora seguente. Ad esempio, la fase di Albero è energia che cresce e si espande, quella di Fuoco è energia che circola attivamente, quella di Terra è energia che scende e si condensa. Se forniamo più energia all’Albero, con il tempo anche il Fuoco sarà rafforzato, perché la sua energia è una naturale evoluzione di quella dell’Albero. Al contrario l’energia di Terra sarà ostacolata, poiché essa ha un andamento diametralmente opposto a quella dell’Albero.

Ogni fase energetica, ed ogni organo del corpo, ha un livello di energia che rappresenta il suo stato di funzionamento ottimale. Se, in un determinato periodo, una fase o un singolo organo hanno più energia di quanto sarebbe appropriato, essi sviluppano dei disturbi da eccesso di energia. Se invece ne possiedono meno del dovuto, si manifestano altri disturbi, questa volta da carenza di energia.

Eccesso e carenza possono variare in intensità, da sottili fluttuazioni fisiologiche quasi inavvertibili, a picchi estremi che creano un disagio anche grande.

Taoismo e Arti Marziali

Il Taoismo ha influenzato in modo determinante le arti marziali tradizionali cinesi. Il Kung Fu si presenta come un’arte marziale non violenta, ma esclusivamente difensiva. Lo scopo infatti, non è quello di insegnare agli allievi ad “agire” attaccando, ma semplicemente adattare le mosse a quelle dell’avversario.

Lao Tzu dice: “Un buon guerriero non è bellicoso”; “Un buon combattente non è collerico”, “Un buon vincitore non da battaglia”.

La morbidezza e la cedevolezza sono qualità essenziali nella pratica delle arti marziali. “Non bisogna opporsi alla forza dell’avversario, ma bisogna utilizzare la sua forza per batterlo”.

Il Wu wei è proprio il concetto del “non agire”, ovvero della consapevolezza di quando agire, il cui scopo è il mantenimento dell’equilibrio, dell’armonia con la natura, con il Tao.

Nella pratica delle Arti Marziali, i 5 elementi si ritrovano nel movimento e nelle tecniche sia di attacco che di difesa, e sono legati agli animali.

Ad esempio: il Fuoco è legato alla tigre, la quale rappresenta il potere del collo, il secondo sigillo della colonna vertebrale, biomeccanicamente un potere direttivo della potenza; senza questa sezione non si può controllare la forza, perché manca la precisione del gesto. Potenza che si esprime in precisi balzi in avanti simili a quelli che la tigre compie quando cattura le sue prede, che possono essere il bufalo, il piccolo coniglio, o un volatile. Il paragone è quello di una struttura con due snodi forti e mobili (vita e collo) differenti e ben specializzati, in grado di sostenere ogni dinamica.

La tigre esprime tecniche potenti, esplosive, esteriori, portate con la compattezza di tutto il corpo e che rinforzano tendini e ossa. L’artiglio della tigre strappa o schiaccia.

Alcune tecniche vengono portate con delle particolari respirazioni o suoni per accrescere l’energia del praticante e la potenza del colpo.

Il Metallo è legato alla scimmia. La forza scorre avvolgendosi lungo la colonna vertebrale, che si comporta come una trasmissione molteplice di potenza, e si manifesta in una dinamica centrifuga che conferisce a tutto il corpo agilità e destrezza. Le molteplici tecniche sono fluenti, veloci, spesso “a frustata” con il rientro, guidate da una muscolatura agile e tonica che si contrae e rilassa in fluidità grazie anche ai movimenti di anche piccoli e veloci. Porta allo sviluppo di una muscolatura reattiva.

La Terra è legata al drago, creatura spirituale. Esso è l’animale più completo, l’unione ideale di tutte le abilità. E’ l’essenza della metamorfosi, lo stato che contiene tutte le possibilità inespresse del vuoto primordiale prima del manifestarsi dello Yin e dello Yang. Il potere del drago sta proprio nel suo essere un animale mitico, e in quanto tale per essere colto richiede l’attivazione di tutte le nostre qualità interiori, dalla forza di volontà alla consapevolezza, dalle capacità cognitive razionali della mente a quelle intuitive dello spirito, dall’armonizzazione sensoriale al controllo motorio. Richiede di esplorare la profondità della mente, del cuore, delle emozioni; di entrare in contatto con la natura più vera della nostra essenza spirituale.

I draghi cinesi hanno un corpo simile a quello dei serpenti, ricoperto di scaglie, zampe come lucertole con artigli affilati, vivono negli oceani e si mostrano solo a chi ha raggiunto un elevato grado di illuminazione; le loro tecniche sono morbide, con movimenti sinuosi, accompagnate da una respirazione rilassata e addominale per aiutare a portare il “chi” nell’area del “dan tien”; quando viene portato il colpo l’aria viene espulsa con forza e conferisce più potenza all’impatto.

Allenare il drago porta allo sviluppo e alla canalizzazione del “chi” il quale, adeguatamente combinato con la forza esteriore, può produrre una potenza devastante. Il drago caratterizza posizioni forti, stabili, ben ancorate al terreno, con tecniche potenti ma non guidate dalla contrazione muscolare o dalla potenza del corpo, bensì dalla respirazione e dalla canalizzazione, appunto, del “chi”. Le tecniche spesso vanno dal basso verso l’alto. L’artiglio del drago stringe o blocca. Insieme alla scimmia e al serpente costruisce la percezione della colonna vertebrale come asse di rotazione virtuale.

Legno: legato alla gru, caratterizzata dalla calma, dalla concentrazione, dall’equilibrio, con movimenti non potenti bensì rapidi, tecniche precise che spesso bloccano e colpiscono allo stesso tempo. Le posizioni sono alte, a volte su una gamba sola, poco stabili ma fluide nel passaggio da una all’altra.

Allenare la gru permette di sviluppare equilibrio, concentrazione e velocità.

Acqua: legata al serpente, animale dai movimenti sinuosi, che trae la sua forza dallo slancio e dalla torsione. Esso pone l’enfasi sulla rotazione del centro inferiore, le chiavi di volta sono le anche, il bacino e la colonna vertebrale che pentano un sistema integrato che agisce flessuoso. La difesa e l’attacco sono spesso fusi insieme in una unica tecnica e i colpi sono spesso portati in maniera precisa ai punti vitali dell’avversario con una rapida contrazione e decontrazione muscolare.

Il “corpo del serpente” affina la sensibilità propriocettiva, così da poter rilevare, al minimo contatto, il livello tonico-muscolare complessivo dell’avversario; permettendoci sia di adeguare l’azione spontaneamente a seconda del tipo di resistenza, dura o morbida, che s’incontra, sia che di insediarsi pericolosamente, da qualsiasi direzione, nella sua guardia come un “serpente che striscia nell’erba”.

Fonti:
Canevaro S., Tao. Cina, 2011, RL Gruppo editore s.r.l
Daniele F., Xin Yi Quan. Reggio Emilia, 2009, Litocolor, Guastalla;
Guglielmo C., Il grande libro dell’ecodieta. Roma, 2005, Edizioni mediterranee

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