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Le vere origini (forse) del Tai Chi

25 marzo 2020

Il 21 agosto del 2007, l'amministrazione generale dello sport cinese, ha premiato il villaggio di Chénjiāgōu 陈家沟 (il villaggio dove vive attualmente la famiglia Chén 陈 e dove questa famiglia ha elaborato lo stile di Tàijíquán 太极拳 a cui ha dato il proprio nome) nella provincia dello Henan (Hénán shěng 河南省), con una targa commemorativa in cui si indica che il villaggio è "la culla del Tàijíquán 太极拳 (Tai Chi Chuan)".

Appena due mesi dopo si è sollevato un "polverone" di proteste che ha portato alla rimozione della targa. La targa infatti sembrava essere la conferma ufficiale da parte dello Stato cinese che il fondatore di questa arte marziale fu Chén Wángtíng 陈王庭 (1597-1664).

Questo episodio fa comprendere come a tutt'oggi sulle origini del Tàijíquán 太极拳 (Tai Chi Chuan) ci siano ancora versioni discordanti tra loro, e che soprattutto che si tratta di una tema "caldo", capace di accendere e scaldare molto gli animi.

Nello stesso periodo (del 2007), il ritrovamento di una serie di documenti in un villaggio distante una cinquantina di km da Chénjiāgōu 陈家沟 ha riacceso e alimentato il dibattito.

Questi documenti, che sono stati riconosciuti (al momento) come originali, in realtà possono essere utilizzati da entrambi gli schieramenti. Sia da chi ritiene che il Tàijíquán 太极拳 (Tai Chi Chuan) è nato a Chénjiāgōu 陈家沟, sia da chi fa risalire le origini di questa arte marizale alla figura più mitica (che reale da un punto di vista storico) del monaco Zhāngsānfēng 张三丰.

Documenti ritrovati nel villaggio Tángcūn (唐村) anch'esso situato nella provincia dello Henan (Hénán shěng 河南省). In particolare queste nuove scoperte riguardano una "Genealogia della famiglia Lǐ 里", un "Manuale di arti marziali", una stele chiamata "Stele di Li Daozi" e un documento che parla del tempio di Qiānzǎi sì 千載寺, conosciuto come Tempio dei mille anni che si trovava nel villaggio Tángcūn (唐村).

Assieme ai documenti il "Manuale della lancia della famiglia Wang del villaggio Wangbao", "L'arte segeta del Taijiquan della famiglia Wang del villaggio Zhaobao nella contea di Wen" e la "Genealogia della famiglia Wang della contea dello Xinjiang nella provincia dello Shanxi". Costituiscono una base per ipotizzare che il Tàijíquán 太极拳 (Tai Chi Chuan) (o una disciplina molto simile a quest'ultima), sia nata molto prima di quanto non si pensi.

Fino a che non si dimostrerà che questi documenti non sono autentici la loro importanza, nella storia del Tàijíquán 太极拳 (Tai Chi Chuan), equivale alla scoperta dei rotoli del Mar Morto.

Fino ad oggi l'opera fondativa di questa disciplina sono stati i così detti classici, raccolti e pubblicati nel 1912 da Guan Baiyi. Ed hanno costituito la base fino ad ora di tutti gli stili oggi praticati.

I documenti della famiglia Lǐ 里 non si limitano a descrivere delle tecniche, ma descrivono anche il valore "etico" che rappresenta nella cultura cinese il Tàijíquán 太极拳 (Tai Chi Chuan).

Mai come in Cina infatti vale il detto "la storia è raccontata dai conquistatori". La rivoluzione culturale condotta da Máo Zédōng 毛泽东 ha totalmente stravolto la storia delle arti marziali, contribuendo a "far perdere" molti preziosi documenti" e testimonianze. In particolar modo cancellando per sempre molto della cultura "antica" cinese.

Cosa contengono questi documenti?
I documenti ritrovati raccontano la storia di due fratelli appartenenti alla famiglia Lǐ 里. I due fratelli si erano imparentati attraverso il matrimonio alla famiglia Chén 陈.

Intorno al 1650 d.C., assieme al loro cugino Chén Wángtíng 陈王庭, appresero presso il tempio di Qiānzǎi sì 千載寺 una disciplina marziale che successivamente sarà chiamata Tàijí yǎngshēng gōng 太極養生功.

Il tempio di Qiānzǎi sì 千載寺 era un luogo nel quale si incontravano e si univano il buddismo, il taoismo ed il confucianesimo. Dai documenti sembra che i tre studiarono insieme, sia le arti marziali che la filosofia, grazie al loro maestro Bó Gōng Wǔdào 博公武道, responsabile del tempo e conosciuto all'epoca per il suo "potente pugno".

I tre prendevano lezioni presso un padiglione del tempio chiamato "Porta del Tàijí (Tàijímén 太極門)", cioè la porta del sommo principio.

Lo studio di questi documenti sembra (il condizionale è doveroso) far emergere che la disciplina che i tre appresero si chiamasse "la boxe delle tredici posture", successivamente chiamata Tàijí yǎngshēng gōng 太極養生功, ed era stata codificata dal sacerdote del tempio Lǐ Dàozi 李道子 (614-741 d.C.).

Il nome tàijí yǎngshēng gōng 太極養生功, significa "lavorare con il supremo principio per la salute". Quindi è probabile che si trattasse più di una metodica di Qìgōng 气功 che di una vera e propria arte marziale.

Esaminando i vari testi nel manuale della famiglia Lǐ 里, sebbene questo non contenga applicazioni marziali, mostra la fusione matura dell'alchimia interiore tra il Qìgōng 气功 "statico" e il Qìgōng 气功 "in movimento", con una particolare sottolineatura alla dedizione tipicamente confuciana alla famiglia e alla salute.

In oltre l'elenco delle 13 posture contenute nel manuale della famiglia Lǐ 里, è praticamente identico a quello contenuto nei classici pubblicati a inizio Novecento.

Una prova definitiva? O solo un nuovo tassello?
Questi documenti non sono certo la prova definitiva per fare chiarezza sulle origini del Tàijíquán 太极拳 (Tai Chi Chuan).

Dobbiamo infatti comprendere che la disciplina oggi si pratica in tutto il mondo e chiamata Tàijíquán 太极拳 (Tai Chi Chuan), è il frutto di un lento e lungo costante processo di elaborazione, di miglioramento. Elaborazione avvenuta generazione dopo generazione, nella trasmissione da maestro ad allievo.

Nulla nasce dal nulla
Sicuramente le origini del Tàijíquán 太极拳 (Tai Chi Chuan) sono antiche, ed è per questo che è impensabile che questa disciplina sia rimasta "immutata", sia rimasta tale e quale, dal suo primo giorno di vita fino ad oggi.

Le foto più vecchie a nostra disposizione di maestri che illustrano alcune posizioni del Tàijíquán 太极拳 (Tai Chi Chuan) non riescono ad andare più in dietro dei primi anni del Novecento. Con qualche sporadica testimonianza di fine Ottocento.

La pratica di questa disciplina si sa essere basata su principi che ognuno di noi vive attraverso il movimento del proprio corpo, che per definizione è unico. Siamo consapevoli di come ci siano, per quanto piccole, differenze tra le forme praticate nelle scuole che si riconoscono nel medesimo stile.

Questo vivere il movimento è sicuramente alla base dei cambiamenti che avvengono ora e che sicuramente sono avvenuti in passato, e che continueranno ad esserci anche in futuro.

Pensiamo ad un edificio che tutti noi conosciamo: la basilica di San Marco. È Il frutto di differenti stili architettonici, di un processo di modifica ed arricchimento durato centinaia di anni, ed è proprio questo processo che ha reso la basilica un gioiello dell'architettura. 

Se da un lato continuare nella ricerca storica sulle origini di questa disciplina può essere un'interessante ed importante arricchimento culturale, dall'altro dobbiamo comprendere che parlare di "originalità" forse ha poco senso. Che sforzarsi di andare alla ricerca di un'originalità ci impedisce di apprezzare la ricchezza di una disciplina, ricchezza che sta proprio nella tante sfumature e "differenze" che caratterizzano ogni scuola.

Questo perché l'unico vero originale Tàijíquán 太极拳 (Tai Chi Chuan) è quello che ogni praticante, che ognuno di noi, vive e sperimenta attraverso la propria pratica quotidiana.

E ricordiamoci che la tradizione, senza innovazione, è destinata all'oblio.

Francesco Russo

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